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Cambiamenti strutturali nei ghiacciai: più cautela nelle escursioni

22/07/2022, 12:39

I rappresentanti dell'Agenzia per la Protezione Civile hanno analizzato la situazione sui ghiacciai con i responsabili delle associazioni alpinistiche in una conferenza di valutazione

Un'immagine odierna colta dalla webcam sulla Vedretta Lunga (Foto: GLISTT/Glacier Inventory South Tyrol – Tyrol)
Un'immagine odierna colta dalla webcam sulla Vedretta Lunga (Foto: GLISTT/Glacier Inventory South Tyrol – Tyrol)

I ghiacciai si stanno riducendo sempre più velocemente: a causa dei cambiamenti strutturali, anche le vie di salita sono soggette a continui cambiamenti. "Stiamo notando una maggiore sensibilità della popolazione, cosa molto positiva, grazie alla quale negli ultimi giorni abbiamo ricevuto sempre più indicazioni sul fatto che l‘aspetto dei ghiacciai sta cambiando a causa delle alte temperature", ha riferito il direttore dell'Agenzia per la Protezione Civile Klaus Unterweger: "Per poter andare a fondo di queste indicazioni, ho convocato una conferenza di valutazione, alla quale ho invitato anche gli esperti delle associazioni alpinistiche".

Il Bollettino di allerta mappa l'intero territorio, nei giorni scorsi e in quelli a venire il potenziale di pericolo per le temperature estreme nei fondovalle mostrava il livello di allerta rosso, anche in alta montagna le temperature sono in aumento, il limite dello zero termico è salito fino a oltre 4000 metri sul livello del mare, ha riassunto il direttore del Centro funzionale provinciale Willigis Gallmetzer.

Lo conferma la direttrice dell'Ufficio Meteorologia e prevenzione valanghe Michela Munari, che fa il quadro della situazione: "Il limite dello zero termico è attualmente a 4600 metri di quota, già da maggio registriamo temperature elevate con poche eccezioni; nei prossimi giorni rimarrà invariato, solo da martedì è previsto un leggero calo delle temperature, il limite dello zero termico sarà intorno ai 4000 metri di quota".

"A causa del perdurare di queste condizioni climatiche, con temperature eccezionalmente elevate e un innalzamento del limite dello zero termico, sui ghiacciai si possono formare cambiamenti strutturali imprevedibili, molto difficili da registrare in dettaglio", ha spiegato Jürgen Schäfer, vicedirettore dell'Ufficio idrologia e dighe.

Cambiano le vie di salita, occorre informarsi sul posto

A causa delle condizioni climatiche, i percorsi abituali stanno cambiando, i crepacci nei ghiacciai possono aprirsi, i percorsi alternativi non sono ancora chiari. La situazione sui ghiacciai e sul terreno può cambiare da un giorno all'altro. Tuttavia, ci vuole tempo per determinare quali punti sono pericolosi e quali no.

Al momento bisogna tenere presente due situazioni, ha sottolineato Volkmar Mair, direttore dell'Ufficio Geologia e prove materiali. Da un lato, ci sono temperature estremamente elevate che durano a lungo e causano problemi sulle pareti in alta quota, perché il ghiaccio si scioglie ed è prevedibile una caduta massi. Su molti ghiacciai non c'è più il nevaio, bensì ghiaccio vivo, il che significa che l'acqua scorre e scompare rapidamente e può portare a una pressione idrica non prevedibile. Durante i temporali è comunque consigliabile stare alla larga dai burroni. Con queste temperature è anche consigliabile stare lontani dalle pareti ripide. È importante seguire percorsi alternativi e non attenersi alle guide escursionistiche stampate anni fa e quindi obsolete. Se state programmando delle escursioni, è fondamentale seguire i consigli delle guide alpine, dei gestori dei rifugi o delle associazioni turistiche locali, poiché questi esperti sono gli unici in grado di tenere d'occhio la situazione per tutta l'estate e di fare una valutazione ragionevole della situazione attuale sul terreno. Non è sufficiente reperire informazioni su Internet.

Attualmente il numero di interventi è in aumento, ma rientra nei limiti della norma, ha riassunto Ernst Winkler, direttore regionale del Soccorso alpino dell'AVS. Lo scioglimento dei ghiacciai è preoccupante, ha sottolineato Giorgio Gajer, presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico CNSAS, si consiglia di prestare la massima attenzione, come fanno anche i colleghi delle organizzazioni di soccorso di altre regioni.

La montagna è imprevedibile, hanno sottolineato Carlo Alberto Zanella, presidente del Club Alpino Italiano CAI Alto Adige-Südtirol, e il suo vice Claudio Sartori. Chiudere singoli tratti non sarebbe sensato, ma piuttosto sarebbe consigliabile una preparazione approfondita attraverso la consultazione di esperti in loco. Anche Hansjörg Haller, direttore dell’Area funzionale Turismo, ha ribadito che la sensibilizzazione è importante, ma che le chiusure non sarebbero efficaci.

Lo ha sottolineato anche Gislar Sulzenbacher, direttore generale dell'Alpenverein Südtirol AVS: "La montagna presenta in sé pericoli, c'è sempre un rischio residuo. L'equipaggiamento deve essere adeguato, protezione solare e bevande sufficienti devono essere sempre portate con sé. Non si possono apporre ovunque segnali di avvertimento per indicare i pericoli.

Aumentare la responsabilità personale e la consapevolezza dei rischi

"Poiché il grado di alterazione dell'area alpina a causa delle temperature eccezionalmente elevate è a volte impossibile o difficile da valutare, l'Agenzia per la Protezione Civile invita a una maggiore cautela quando si cammina sui ghiacciai o su determinati percorsi", sottolinea il direttore dell'Agenzia per la Protezione Civile Klaus Unterweger: "Pertanto, come conclusione comune della conferenza di valutazione di oggi, ci appelliamo alla responsabilità personale di tutti affinché venga posta estrema cautela, anche da parte di chi possiede grande esperienza, e vengano richieste in anticipo informazioni approfondite agli esperti sul posto e ci si attrezzi di conseguenza."

mac/mc

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